Enoteca Pinchiorri – Firenze
In sintesi: un tempio dell’alta cucina.

Un ingresso importante, con un portone maestoso che ti dà l’idea di entrare quasi in un ‘luogo sacro’.
Una sala elegante, con uno stuolo di camerieri impeccabili.
Un grande menù (qui mi riferisco alle dimensioni dell’oggetto da cui scegliere cosa mangiare, ma vale a maggior ragione per la qualità dei piatti); una ricca carta delle acque; una carta dei vini spessa come il Signore degli Anelli in edizione illustrata.
L’Enoteca Pinchiorri è il tempio della cucina fiorentina e uno dei templi della cucina italiana. Tre stelle Michelin, nata dall’estro e dall’eleganza di Annie Feolde e Giorgio Pinchiorri, è oggi diretta in cucina da Riccardo Monco, con la collaborazione di Alessandro Della Tommasina, e in sala da Alessandro Tomberli.
Enoteca Pinchiorri è un tempio della cucina, un luogo con un ingresso importante, una sala elegante, un personale impeccabile, una carta dei vini enciclopedica e chi più ne ha più ne metta. Ma è innanzitutto un ristorante in cui si mangia bene! Un posto in cui sperimentare preparazioni non banali, degustando ingredienti di altissima qualità, preparati con tecnica ed evidente passione.

A febbraio 2022 ho assaggiato, dal menù degustazione ‘contemporaneo’:
– amuse bouche
– zuppetta di mandorle e olive Celline, carciofi al bergamotto e astice al ginepro
– ravioli di scarola e mascarpone arrostiti e non bolliti, bottarga di muggine e spuma di aringa
– uovo di montagna cremoso, meringa di topinambur, sardine croccanti, gelatina di prosciutto crudo
– filetto di scorfano al vapore e poi fritto con ristretto di caciucco, bietoline alla senape e olio di pomodoro alla brace
– agnello delle Dolomiti Lucane: il carrè arrosto con cavolfiore al burro di arancia e budino di arachidi; in umido, servito con crema montata di cavolfiore e polvere di alloro
– “tordellini” di salama, crema allo zafferano, pesto di pistacchio e camomilla
– yogurt bianco, mango e croccante di quinoa
– sfoglia caramellata con crema e gelato di ricotta, latte ridotto e gelatina di miele e zenzero
– piccola pasticceria
– cenci (che da noi si chiamano bugie e in molti altri luoghi chiacchiere)
– cioccolatini assortiti

Il mio piatto preferito? Erano davvero uno più buono dell’altro; il piatto con l’agnello è stata l’occasione per apprezzare il cavolfiore (con cui non siamo proprio in rapporti di cordiale amicizia), ma -che dire?- concludere un pasto con quel trionfo di cioccolatini è il mio sogno da bambino, da adulto, da anziano… per sempre.

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